06/01/2019

IN MEMORIA DI GIANCARLO DE CAROLIS, DECANO DEGLI ARTISTI RIMINESI

 Rimini ha perso lo scorso anno Giancarlo De Carolis (Bologna 1923-Rimini 2018), il “Deca” per gli amici che vale anche per “de - cano” degli artisti riminesi. Una vita la sua che segue tre vie maestre, la medicina come specialista ortopedico di chiara fama, l’ar te, trasmessagli dallo zio Adolfo, dal padre Dante, e dalla madre Annamaria, consolidata dal matrimonio con Giuliana Mazzarocchi, insegnante di Storia dell’Arte e valente pittrice e la scrittura di arguti “aforismi e notarelle” oltre a racconti di piacevole lettura, raccolti nella serie di eleganti volumetti pubblicati da Raffaelli Editore di Rimini. Incontro fatale L’incontro fatale con Giuliana avviene a Bologna dove lei segue le lezioni di Giorgio Morandi del quale è una delle allieve predilette, quando entrambi frequentano la scuola di nudo diretta da Ilario Rossi. Coppia nella vita e nell’arte, espongono con altri pittori riminesi alla Camera di Commercio di Ravenna nell’estate del 1958 e nell’autunno dello stesso anno partecipano al Premio Comune di Bologna, lei con un “Paesaggio” e lui con “Regata con bonaccia”. In questa occasione si ritrovano con gli amici dei tempi dell’Accademia fra i quali anche il loro insegnante Ilario Rossi. L’unica personale Nel1961 Giancarlo tiene la sua prima e unica personale alla galleria “L’Aquilone” di Urbino poi, In memoria di Giancarlo De Carolis decano degli artisti riminesi l’anno dopo, con l’inseparabile Giuliana, espongono alla galleria d’arte “La Riva” di Rimini sotto l’egida dell’Associazione Riminese Artisti e Cultori d’arte della quale sono fra i fondatori. Nell’estate del 1964 viene riconosciuto meritevole di menzione al Primo Premio di Pittura “Amministrazione Provinciale di Forlì” nella mostra allestita dalla galleria “Il Bragozzo ” nel Palazzo del Turismo di Cesenatico. Assieme ai pittori Armido Della Bartola e Domenico Bagnaresi, i coniugi De Carolis partecipano ad alcune edizioni del Premio Marina di Ravenna e alle famose cene pittorico-cultural-gastronomiche nel Ristorante “Al Giardino, da Bruno” dove Giancarlo vince anche la “Gardela d’arzent”, il riconoscimento riservato ai commensali più voraci. Una vita insieme, funestata dalla perdita dell’ama to figlio Mattia nel naufragio del “Parsifal” nel novembre del 1995. Colore espressivo La pittura di De Carolis, esercitata principalmente negli anni ’50- ’60 è in piena sinergia con quella della moglie, dominata com’è dalle tinte forti e accese che richiamano i “Fauvres”, le “belve”. Il colore è il principale strumento espressivo, che impiega con accostamenti cromatici contrastanti, senza profondità prospettica. Elementi che riportano la sua pittura a Matisse e al più vicino Cassinari, soprattutto quando emerge la lezione del tanto ammirato Espressionismo tedesco, che applica con maggiore evidenza nelle incisioni su linoleum. Quest’ultima è la vera e grande passione che lo accompagna in tutta la sua lunga vita artistica. Realizza una grande quantità di “lino”, molte delle quali dedicate a gare veliche, più specificamente alla Coppa Tamburini, una delle regate più longeve riservata ai beccaccini, gli “snipes”, organizzata dal Club Nautico di Rimini. Altri sport con i loro protagonisti figurano nel suo repertorio oltre a paesaggi, ritratti e nature morte. Un signore nello spirito e nell’aspetto raffinato ed elegante, sempre disposto a «dileggiare saggiamente le illusioni più provocatorie e inutili».

 

SERGIO SERMASI - Corriere Romagna 6.1.2019

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