09/05/2018

L’UOMO CHE PIANTAVA ALBERI

Una società cresce e diventa grande quando uomini vecchi piantano alberi alla cui ombra sanno di non potersi mai sedere. E’ un proverbio greco, ricordato ieri sera da Fabio Mariani, socio del Club che ha condotto la serata dal titolo ‘Uomo che piantava alberi’, film di metà anni ‘70 che riprende il racconto allegorico di Jean Giono pubblicato nel 1953.


È la storia di un pastore che, con impegno costante, riforestò da solo un'arida vallata ai piedi delle Alpi, vicino alla Provenza, nei pressi del villaggio di Vergons, nella prima metà del XX secolo.


Tutto nasce da un'escursione durante la quale il narratore finisce le scorte d'acqua mentre si trova in una vallata deserta e senza alberi. Il ragazzo incontra un pastore assieme al suo gregge di pecore, che gli offre l'acqua dalla sua borraccia. Il narratore si sorprende nello scoprire che il pastore pianta ogni giorno 100 ghiande per migliorare il luogo desolato in cui viveva per farvi crescere una foresta, un albero per volta. Il suo nome era Elzéard Bouffier.


Dopo questo incontro, il protagonista combatte come soldato di fanteria nella prima guerra mondiale. Dopo il congedo, torna negli stessi luoghi nel 1920, sorprendendosi alla vista della trasformazione del paesaggio, con alberi ormai alti, non solo querce, ma anche faggi e betulle, nelle zone più umide. L'acqua scorreva nuovamente nei ruscelli una volta secchi, e la foresta raggiungeva ormai un'estensione di 11 km. Elzéard Bouffier continua a piantare alberi e la foresta continua negli anni successivi ad estendersi. Le popolazioni vicine si accorgono della trasformazione, ma la attribuiscono a fattori naturali. Nel 1935 la nuova foresta viene visitata da una delegazione governativa e viene messa sotto la protezione dello Stato. Dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla trasformazione del paesaggio, anche il villaggio abbandonato viene nuovamente popolato e sorgono nuove fattorie e coltivazioni nei dintorni, e la gente in zona deve gran parte della sua felicità a Elzéard Bouffier. Il racconto si conclude con la notazione della morte serena in una casa di riposo di Elzéard Bouffier nel 1947.


Lo spunto per il tema della serata è derivato dalle parole del Presidente Internazionale Ian H.S. Riseley, secondo il quale “… affrontare le questioni legate al cambiamento climatico sono essenziali per l’obiettivo del Rotary sul servizio sostenibile. Appartiene ormai al passato l'idea che la sostenibilità ambientale non sia un'area di cui il Rotary debba occuparsi. Si tratta, e deve essere, una questione di cui tutti devono preoccuparsi". Il Presidente eletto ha sfidato ogni Rotary club a fare la differenza a piantando un albero per ogni socio del suo effettivo."Mi auguro che il risultato di tale sforzo vada ben oltre il beneficio ambientale apportato da quei 1,2 milioni di nuovi alberi", ha spiegato Riseley. "Credo che il risultato maggiore sarà il fatto che il Rotary riconosce la nostra responsabilità non solo nei confronti delle persone del nostro pianeta, ma anche per il pianeta stesso".

 

Il Club sta ragionando su come riprendere questo stimolo, verificando possibilità anche sul territorio per assecondare questo segnale che un Club di Servizio. Da ricordare la meritoria iniziativa del Socio Paolo Piraccini che nel 2014, per festeggiare 50 anni di attività, donò 50 alberi al Comune di Rimini che ripopolarono una zona sguarnita del Parco Marecchia.


Chi volesse vedere e far vedere il film, della durata di circa 30’, può farlo al link: https://www.youtube.com/watch?v=YIFDlYqtXDA

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