31/10/2018

FELLINI E LA SUA RIMINI

Federico Fellini e la sua Rimini. Ieri sera al Club serata con un centinaio di presenze, in interclub con Round Table di Rimini, Riccione e San Marino, oltre al Club 41.

Dedicato alla figura del Maestro, a 25 anni dalla sua scomparsa, l’applaudito intervento di Gianfranco Angelucci, per oltre 25 anni al fianco del genio riminese ed oggi uno dei più seguiti testimoni su ciò che ha rappresentato il regista. Al suo fianco la giornalista Annamaria Gradara.

“Federico Fellini – ha detto Angelucci – è un personaggio alla stregua di Michelangelo, Leonardo o Raffaello. Lui si è dedicato ad un’arte recente, ma il cinema è un’arte grazie a Fellini”.

Nel programmare la serata, il Presidente Maurizio Temeroli ha voluto che ci si concentrasse sul legame fra Fellini e Rimini, sul quale si ascoltano pareri anche molto discordanti.

“E’ inevitabile che ci siano incomprensioni: da una parte la città si attende un riconoscimento, dall’altra un artista è libero e dedito solo ad esprimere il suo talento. L’artista è solitario, non può accontentare qualcuno ma solo esprimere il suo talento senza condizionamenti. Il linguaggio di un artista è quello di una vocazione. L’arte è tirannica e l’artista deve essere libero per affermare la sua idea. E’ un dato di fatto generale, che vale anche in questo caso. Certo, ci sono stati inciampi, come i giudizi della Curia o la casetta sul porto regalata con superficialità perché era gravata da ipoteche. Ma è indubbio che Federico amasse Rimini e la sua gente più di ogni cosa, lo raccontano i suoi film, lo testimonia la sua volontà di tornare a Rimini dopo la malattia”.

Gianfranco Angelucci ha raccontato tanti episodi ed aneddoti per avvalorare la sua tesi, convincendo tutti sul fatto che l’amore fra Rimini e Fellini vada soprattutto spiegato e non affidato a dicerie superficiali.

 

Infine, ieri sera c’è stata anche la presentazione ufficiale di un nuovo Socio del Rotary Club Rimini Riviera. Si tratta di Paolo Damiani, commercialista riminese.

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