07/03/2018

COMANDANTE DI CANADAIR

Pilotare un Canadair non è come condurre un aereo normale. E’ pesante, con poca assistenza strumentale, soprattutto è come sulle montagne russe: decolla, si abbassa a 30 metri d’altezza per scaricare oltre 6.000 litri d’acqua ogni volta (che arriva a terra con una potenza distruttiva), poi ridecolla e torna in mare o sul lago per imbarcare altra acqua. I turni di lavoro mediamente sono di tre ore, e l’operazione si ripete oltre venti volte. Dopo tre ore, cambio di equipaggio e si riparte.

A gestire il servizio è la Protezione Civile, gli arei sono dei Vigili del Fuoco ed a gestire il servizio è una multinazionale britannica che si è appena aggiudicata l’appalto anche per i prossimi anni.


A raccontarci la vita del pilota del Canadair ieri sera è intervenuto al Club il Comandante Mauro Tramonti, uno dei 20 in Italia ad avere una responsabilità specifica e ad aver maturato l’esperienza (che non viene da simulatori) per fornire una prestazione davvero super specialistica.

Nel 2017 c’è stato un picco di interventi, un migliaio di richieste solo fra Lazio e Sicilia, solo 15 dall’Emilia Romagna. Anche le ore di volo si sono impennate, dalle 5000 circa del 2016 alle 9800 del 2017.
Quella italiana è la prima flotta al mondo per numerosità di aerei. Esistono esperienze analoghe in Russia, e recentemente anche in Giappone, ma si tratta di aerei molto grandi e inutilizzabili su un territorio come il nostro.

I Canadair CL 415 sono aerei flessibili, capaci di galleggiare in acqua e in 11 secondi di imbarcare l’acqua necessaria, oltra al Foam, una sostanza che accentuaòl le capacità del liquido di spegnere il fuoco.

Quando sgancia il suo carico, l’aereo vola a 180 Km/h e consuma circa 1000 lt di carburante l’ora. Un aereo del genere costa circa 35 milioni ed attualmente la linea di produzione è ferma per mancanza di ordini. Sembra però che qualcosa si stia muovendo. Ha necessità di 800 mt di pista per decollare da terra, circa 600 per farlo dallo specchio d’acqua. Al momento la flotta è dislocata a Genova, Ciampino e Lamezia, con altre basi di appoggio. Si pensa ad una nuova base in Adriatico, in lizza Rimini, Brindisi e Pescara.

Giunto sul luogo dell’incendio, il Canadair viene guidato ‘a mano’ dal pilota, senza aiuti, e ovviamente ogni incendio ha una sua storia per entità, orografia del territorio, venti, ecc. Il copilota ha un ruolo di mera assistenza, tutto è nella responsabilità del comandante.

E’ stata una serata emozionante, grazie a Marco Alessandrini per aver pensato ad una serata del genere.
 

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