26/04/2018

50 SFUMATURE DI VIOLENZA

Coinvolgente relazione di Barbara Benedettelli, riminese di nascita, editorialista de “Il Giornale”, che, da anni, si occupa attivamente delle varie forme in cui si manifesta la violenza domestica attraverso la denuncia e la vicinanza alle vittime e ai loro familiari. Con le inchieste riportate nel suo ultimo libro (il cui titolo rimanda con voluto sarcasmo al bestseller inglese “50 sfumature di grigio incentrato su un rapporto sado-maso di coppia) la combattiva giornalista ha realizzato una scoperta sconvolgente. Vale a dire che se è vero che vengono finalmente denunciati gli abusi, gli stupri e i femminicidi, è altrettanto vero (come attestato da eloquenti statistiche sinora inedite o quasi) che anche le donne, quasi con la medesima incidenza numerica di casi, sottopongono ad analogo crudele trattamento i loro compagni di vita che, spesso, per vergogna tipicamente maschile, non sporgono denuncia. La relatrice cita fatti, dati, testimonianze (ignorate sistematicamente dai media tuttora dominati dallo stereotipo di una violenza esclusivamente maschile) che dimostrano come anche il gentil sesso, in un numero veramente impressionante di casi, sia ora in grado di maltrattare, accoltellare e vetrioleggiare il partner, giungendo infine a quello che, con un neologismo destinato purtroppo a diffondersi, la relatrice definisce “maschicidio”. I meccanismi psicologici che muovono l’uomo “patriarca” con potere di vita e di morte sulla femmina, sono infatti gli stessi che agiscono ora sulla “matriarca” che ha raggiunto piena parità di diritti. Istinti patologici di possesso esasperati, oltretutto, da una mentalità consumistica “usa e getta” che si estende anche ai rapporti di coppia. La violenza domestica è dunque un fenomeno che richiede un analisi complessa, per la quale il pascaliano “esprit de finesse” ( che la Benedettelli dimostra di possedere al massimo grado) si contrappone all’ottuso “esprit de geometrie” che caratterizza invece l’attuale informazione (o meglio disinformazione) per cui la donna anche quando sfregia o ammazza si presenta sempre e comunque (davanti ai Tribunali dell’opinione pubblica prima e a quelli della Giustizia poi) come una vittima predestinata della violenza maschile dalla quale si è dovuta difendere … L’istinto patologico di possesso che caratterizza tanto il patriarca quanto la matriarca viene purtroppo esasperato da una mentalità consumistica “usa e getta” che si estende anche ai rapporti di coppia. Ed ecco che dalla appassionata relatrice parte l’invito all’autoanalisi, alla scoperta delle luci e delle ombre che vivono nel nostro inconscio, l’invito a spogliarsi delle “maschere” maschiliste e femministe che la società ci impone per riscoprire la comune appartenenza al genere umano. Per capire l’importanza di una carezza o la dolcezza di guardarsi a lungo negli occhi. E per trovare il coraggio di chiedere scusa.

Giuliano Bonizzato

 

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