18/05/2017

SIGISMONDO AL ROTARY

Gianni Morolli, ideatore e coordinatore della serata, ha cooptato, quali relatori della (il terzo forzatamente assente) due malatestiani ‘doc’. Il dott. Oreste Delucca, (Sigismondo d’oro 2013) che ha fatto della ricerca dei documenti e dei segni della storia della sua città e del territorio una ragione di vita, facendone confluire i risultati in una trentina di volumi monografici e in centinaia di saggi su Riviste specializzate.

Ed Elisa Tosi Brandi, dottore di ricerca in Storia medievale ed esperta di Storia del Costume e della moda dal medioevo ad oggi, con particolare riferimento all’area del Riminese, autrice, a sua volta, nonostante la giovane età, di una vastissima produzione scritta, tra cui spiccano i saggi sulle abitazioni dei riminesi del quattrocento e (argomento principale della sua relazione) quelli sul guardaroba di Sigismondo e i costumi femminili alla Corte malatestiana.

I due studiosi hanno interagito meravigliosamente nell’illustrare gli aspetti meno noti della personalità del nostro più grande concittadino, attraverso una straordinaria serie di documenti d’epoca pressoché inediti. Ne è emersa la figura di un uomo prestante, intelligente e sensibile. Guerriero in un’epoca in cui la guerra rappresentava praticamente l’unica possibilità di arricchimento; seduttore irresistibile ma destinato alla fine a innamorarsi (e al diavolo le convenienze e gli interessi di casta) di una sola donna, figlia di un mercante. Alla quale, come testimonia una quindicina di figli illegittimi avuti dopo il matrimonio, non fu però fedele, anche se, tra un flirt e una battaglia finiva sempre col tornare a lei dedicandole anche le belle poesie dei suoi “Carmi Isottei”. “O vaga e dolce luce, anima altera”… Un uomo, inoltre, dotato di grande cultura. Grazie alla quale “fiutò” subito la brezza del Rinascimento che aveva appena cominciato a spirare circondandosi, in anticipo sui tempi, di una straordinaria Corte di intellettuali ed Artisti. E, sia pure a futura sua gloria, innalzando il Tempio che rappresenta il primo e più grande esempio di architettura rinascimentale. A conferma che, anche nel quindicesimo secolo, ciò che è destinato a succedere, in Italia, capitava prima a Rimini …
Dalle due relazioni è emersa soprattutto come i principali avvenimenti che hanno costellato la vita di Sigismondo (scomparso cinquantenne) si sono verificati in seno a una società di giovani. A quei tempi si maturava rapidissimamente. Basti pensare che il Nostro non aveva ancora compiuto tredici anni quando, al comando dei suoi uomini, sconfisse le truppe pontificie che, istigate dai signori di Urbino e Pesaro, si accingevano a marciare su Rimini con la scusa di riscuotere tasse non pagate.

L’anno dopo Sigismondo, corre, travestito per non farsi riconoscere, a Cesena onde richiedere e ottenere aiuto contro l’esercito dei Pesaresi che sta per conquistare la città. E sempre a poco più di tredici anni doma una rivolta a Fano e fa impiccare sulla Piazza della Fontana il facinoroso sacerdote postosi a capo dei tumulti. Ed ha sedici anni allorché impalma Ginevra, figlia di Nicolò d’Este e, contemporaneamente, conquista Cervia…
E’ un ragazzo, Sigismondo. E come tutti i suoi coetanei ama i vestiti ricchi, morbidi, colorati. Come il “farsetto”, capo d’abbigliamento oggetto di studi approfonditi da parte della di Elisa Tosi Brandi, a partire da quello rinvenuto nel suo corredo funebre. Un capo di abbigliamento con leggera imbottitura, originariamente indossato dai cavalieri al di sotto dell'armatura e composto di più strati di tessuti sovrapposti… Qualcosa di simile al giubbotto indossato dai moderni cavalieri della motocicletta…

Serata simpatica e istruttiva. Peccato per chi non c’era.
 

Giuliano Bonizzato.

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