17/04/2014

EXULTET: CONCERTO DI PASQUA CON IL ROTARY

Lunedì 21 aprile 2014, alle ore 18,00 nella chiesa di San Giuliano Martire a Rimini, si svolgerà Exultet, il tradizionale Concerto di Pasqua promosso dal Rotary Club Rimini Rivera.

 
Si esibiranno Fabio Fabbrizioli all’oboe e Mauro Ferrante all’organo. Direzione artistica di Gianandrea Polazzi.
 
Il programma presenta un breve saggio del repertorio italiano per oboe e basso continuo tra la seconda metà del Seicento e la prima del Settecento, un periodo storico di straordinario sviluppo per la musica strumentale.
 
Il programma prevede musiche di:
Pietro Castrucci (1679–1752): Sonata Prima in Sol maggiore per oboe e basso continuo
Tarquinio Merula (1590-1665): Capriccio cromatico
Francesco Geminiani (1687–1762): Sonata Prima in Sol maggiore per oboe e basso continuo
Girolamo Frescobaldi (1583-1643): Bergamasca (7 variazioni, dai Fiori musicali, 1635)
Johann Sebastian Bach (1685–1750): Invenzione n. 7 in Mi minore BWV 778, Invenzione n. 10 in Sol maggiore BWV 781
Benedetto Marcello (1686–1739): Sonata I in Fa maggiore per oboe e basso continuo
 
Note sul concerto
Le tre composizioni di Pietro Castrucci (1679-1752), Francesco Geminiani (1687-1762) e Benedetto Marcello (1686-1739) offrono un sintetico panorama della forma Sonata barocca intorno alla prima metà del XVIII secolo: tutte composte di quattro tempi che alternano movimenti lenti e rapidi, di cui l’ultimo si presenta a volte nello stile di danze francesi come la Giga o il Minuetto, esse presentano, pur nella diversità dei singoli idiomi, un linguaggio che all’epoca è piuttosto uniformato sotto l’influsso predominante della lezione corelliana, che risulta evidente nell’espressione cantabile del melos dei tempi lenti e nella scrittura concertante e fugata degli Allegri.
 
Alle tre Sonate per oboe si aggiungono quindi alcuni brani per organo solo tratti dalla letteratura tardo rinascimentale e barocca. Il Capriccio cromatico del primo tono del cremonese Tarquinio Merula (1590-1665), contenuto nel cosiddetto “manoscritto di Lübbenau” conservato a Berlino, è formalmente bipartito: il brano ha per soggetto la semplice scala cromatica, contrappuntata con diversi motivi diatonici. Il cromatismo, ascendente nella prima sezione e discendente nella seconda, è assunto come stilema retorico d’origine madrigalistica, accentuato dalle disuguaglianze dei semitoni dell’accordatura inequabile. La Bergamasca di Girolamo Frescobaldi (1583-1643) consiste in una serie di sette brevi variazioni su un tema popolare molto noto ai tempi durante il Rinascimento, curiosamente ripreso ai nostri giorni dall’altrettanto famoso motivo americano We shall over come. Allo spirito popolare si aggiunge qui lo scopo didattico, sottolineato dall’autore stesso che all’inizio del brano pone il motto “Chi questa Bergamasca sonarà non pocho imparerà”. Nel 1723 Johann Sebastian Bach (1685-1750) raccolse nel volume dal titolo Inventionen und Sinfonien alcuni brani per tastiera a due e tre voci, riprendendo, e in alcuni casi modificando, composizioni scritte alcuni anni prima con i titoli in latino di Praeambula e Fantasiae per il Klavierbüchlein (Piccolo libro per tastiera) dedicato al figlio Wilhem Friedemann. Tali brani sono eseguibili al clavicordo, al cembalo oppure all’organo, e così anche le due Invenzioni n. 7 e n. 10 in programma.

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