15/01/2013

AH, SE LA PELLE PARLASSE!

Già. Se la pelle parlasse. Se la pelle parlasse ci direbbe quanto la maltrattiamo, quanto sottovalutiamo la sua funzione di organo sentinella della nostra salute. Se la pelle parlasse ci racconterebbe degli impulsi che il cervello, dal quale s’è staccata dopo pochi giorni di vita, le trasmette per segnalare malfunzionamenti del nostro organismo e anche gli effetti di un disagio psicologico. Se la pelle di Michael Jacksons gli avesse parlato, gli avrebbe detto che quelle assunzioni di idrochimone, sostanza tossica pericolosissima con la capacità di schiarire la pelle, lo avrebbero condotto su una brutta china.
Se la pelle parlasse ci direbbe a vent’anni che quella che avremo a sessanta sarà quella che ci siamo meritati.
‘Se la pelle parlasse’ è il titolo del libro di Matteo Cagnoni, relatore ieri sera al Club. Specialista in Dermatologia, Dottore di ricerca in Dermatologia Sperimentale, da luglio 2009 Cagnoni è Presidente dell'Istituto di Ricerca e Cura di Dermatologia Globale (IRDEG)- associazione scientifica che raduna circa 400 dermatologi italiani. Autore di circa 100 pubblicazioni scientifiche, da più di quindici anni si occupa dello studio dei processi di invecchiamento cellulare e delle relative strategie per contrastarle. Si occupa di dermatologia estetica.
Il libro "Se la pelle parlasse" ha vinto il premio Alpen Presolana-pagine di benessere-edizione 2012, unico premio letterario nazionale dedicato alla divulgazione del benessere.
Cagnoni si occupa di divulgazione scientifica e collabora con varie riviste di settore e svolge comunicazione medica in Rai (medicina 33, Uno Mattina, TG2 insieme).
Il libro dà voce alla pelle, che parla di come vorrebbe essere ben trattata: due litri di acqua al giorno, erbe e frutta, creme naturali e pochi abbagli dai miracoli annunciati da costosissimi trattamenti. Alla larga dallo smog, attenzione al sole malato di questo tempo, ma anche a cibi con troppi coloranti, additivi, sostanze delle quali ci viene raccontato pochissimo nelle etichette.
E poi attenzione alle conseguenze dell’effetto Barbie. Voler somigliare a quella bambola piccola piccola con le sembianze da donna adulta, perfetta e dalla pelle luminosa, porta a comportamenti completamente errati quando diviene modello da imitare. E tante attrici sono ormai irriconoscibili per voler seguire un sogno di gioventù eterna. Il libro parla di musica e di cinema per accostare abitudini e passioni che consentono di leggere con naturalezza i comportamenti e le conseguenze che ne derivano.
Una bella serata, animata anche da Marcello Consoli nella veste di moderatore e dalla lettura di un monologo da parte di Elisabetta Vitali, nella vita communication manager di Rimini Fiera ma con un passato da giornalistica radiofonica e bravissima nell’impersonare la pelle che parla a quel cervello. Che non ha capito bene quanto un organo che filtra gli agenti esterni debba sentirsi più protagonista di quel ruolo quasi esclusivamente estetico che gli viene attribuito.
 
 

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