24/07/2012

LA CASA DEI MANDORLI

La casa dei Mandorli è il titolo di un libro edito da Minerva che, uscito poco prima della morte di Tonino Guerra (nato a Santarcangelo il 16 marzo 1920 e deceduto nella stessa cittadina clementina il 21 marzo 2012) rappresenta in questo momento il più fresco ricordo della vita del Poeta.
A questo straordinario romagnolo è stata dedicata la serata di ieri al Club. Protagonisti Roberto Mugavero (proprietario di Minerva Edizioni),  Rita Giannini (biografa di Tonino Guerra), Orfeo Orlando (attore) e Annalisa Teodorani (poetessa dialettale). Regia della serata di Luciano Liuzzi.
Dalla composizione del tavolo dei relatori si capisce subito che non s’è trattata di una serata dal solito schema, piuttosto di un racconto della vita di Tonino Guerra attraverso i suoi scritti e il ricordo di chi gli ha vissuto molto vicino.
“Questo è un libro che avevo nel cuore – ha detto Mugavero – perché nella mia attività professionale, ritrovandomi spesso con Piergiorgio Pasini, l’incrocio con le opere di Tonino era abituale. Quando Rita Giannini e Luciano Liuzzi mi hanno proposto di pubblicare La casa dei Mandorli ho avvertito come il compiersi di un percorso. L’unico dispiacere è stato quello di non averglielo potuto consegnare in mano, stava già molto male, ma sapere che l’ha apprezzato m’ha reso felice”.
Rita Giannini, giornalista e scrittrice, animatrice di tante iniziative culturali in Romagna, ha ricordato: “E’ stato un Maestro, ci ha insegnato a guardare le cose con occhi diversi, quelli che colgono particolari che a tutti sfuggono. Tonino Guerra è stato uno dei più grandi sceneggiatori al mondo - 120 film – e per parlare di lui la cosa migliore è usare le sue parole”.
Da qui la serata s’è dipanata all’insegna dei racconti e delle poesie, prima declamate in italiano da Orfeo Orlando e poi in dialetto dalla straordinaria Annalisa Teodorani.
Ma per capire Tonino Guerra bisogna partire dalla casa dei mandorli, la sua casa di Pennabilli, dove è voluto tornare dopo gli anni romani per trascorrere anni fra gente amica. Soprattutto a contatto con mille oggetti, mille ricordi. “Vivo in una casa che è così in alto che si sente la tosse di Dio, dove i mandorli fanno luce anche di notte”.
Un rapporto quello con Dio, che Tonino Guerra ha sempre definito con una delle sue frasi che intorno ad una semplicità disarmante comunicano la sua essenza: “Dire che esiste è forse una bugia, dire non esiste è una bugia più grossa ancora”.
Quindi le poesie: ‘Fa la neve’, ‘Le nuvole’, ‘I fiorni in bocca’, ‘La prima ciliegia’… tutte riconducibili al suo convincimento, secondo il quale “tutte le cose create hanno eguali diritti”.
Quindi racconti – ‘Il sasso’ – e poesie come ‘La farfalla’, a ricordare la prigionìa in campo di concentramento. E poi ‘La notte’.
Oggi il Maestro rivive nell’associazione omonima, nel centro di raccolta delle sue opere che è davanti alla sua casa di Pennabilli, ora in via Tonino Guerra, e grazie all’ottimo sito www.toninoguerra.org
Per chiudere queste poche righe una poesia in dialetto, una delle più conosciute e che racchiude l’essenza del pensiero di Tonino Guerra. Per la sua comunicativa, per la sua semplicità, per quel tratto di ottimismo che ha insegnato ad inseguire.
 
 
L'aria
L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid
 
L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.
 

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