09/08/2011

UN PONTE FRA RIMINI E JOHANNESBURG

Riunione 'fuori programma' al Club. Abbiamo accolto a Rimini la squadra giovanile di baseball dei Gauteng Giant, di Johannesburg, protagonista del progetto umanitario che Eddy Orrizzi sta portando avanti per recuperare le situazioni di degrado giovanile in Africa, usando il baseball come strumento.
Vediamo cosa potrà maturare in futuro. Intanto è stata una bella occasione, con la presenza di alcuni soci, della stampa e di campioni del baseball italiano quali Mike Romano e Roberto cabalisti.
 
IL PROGETTO DI EDDY ORRIZZI
Eddy è uno dei più forti giocatori della storia del baseball italiano e come tanti altri giocatori è arrivato dagli Usa da oriundo e poi è rimasto definitivamente qui in città.
 
Da dieci anni organizza un progetto in Africa, utilizando lo sport come un mezzo per affrontare la fame, la povertà e le malattie infettive.
Nei primi tempi, sostenuto da qualche sponsor, ha messo in piedi un campionato di baseball in Mozambico, coinvolgendo quasi 2,000 ragazzi, la maggior parte in situazione di disagio.
Un giorno, incontrando un gruppo di ragazzi, chiese: "quale  e' il problema principale?" Gli fu risposto: "Questi ragazzi non mangiano da due giorni".
Quel giorno nacque "Food Program". Eddy ha istruito allenatori di baseball, che oltre ad allenare distribuivano succhi di frutta, panini e biscotti agli allenamenti. Così i ragazzi potevano contare  due tre volte alla settimana su qualcosa da mangiare.
 
L’attività è presto diventata un vero e proprio campionato. In Mozambico oltre 40 club, includendo squadre femminili, hanno cominciato a giocare a baseball.  Per mantenere questa attività  servivano sessanta tecnici, pagati 30 dollari al mese. Con meno di $2,000 al mese Eddy mandava avanti una organizzazione sportiva di migliaia di bambini, creando sessanta posti di lavoro.  In questo maniera si combatteva anche la povertà e si dava lavoro a sessanta persone in un Paese dove proprio il lavoro è una chimera
Molti tecnici partecipavano anche ai corsi contro l’AIDS, organizzati dalle Nazioni Unite. Così ha scoperto tre allenatori HIV-positivi, inseriti in un programma di assistenza. Ma anche quando hanno saputo di essere sieropositivi hanno preferito non andare in ospedale per seguire l'assistenza perché avevano paura che la gente potesse venire a sapere che stavano male. La discriminazione contro gli affetti da AIDS in Africa è cosi forte che di solito anche i familiari li buttano fuori di casa.  Quest'anno, con l'aiuto non solo del Rotary di Johannesburg, Eddy vuole affrontare il problema, organizzando il baseball con gente infettata con AIDS.
 
Tramite un Rotary in USA, Eddy ha avuto un contatto con il Rotary di Johannesburg, dove a dicembre si recherà per presentare il progetto.
“Spero – dice - che questa sia la volta buona per fare un passo da gigante in avanti. La mia intenzione è quella di andare a Johannesburg il 1° di Dicembre quando ci sarà la Giornata Internazionale Contro HIV/AIDS e organizzare una giornata di baseball col tema "Strike AIDS Out". In questo periodo presentero' il progetto al Rotary”.
 
L’adesione del Rotary Rimini Riviera gli sarà molto utile per favorire l’attenzione del Club sudafricano e forse riuscirà ad ottenere un appoggio.
 
Per aiutare il progetto, Eddy ha fondato anche una ONLUS italiana che si chiama Staying Alive.  www.stayingalive.it
 
 

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