21/11/2011

LA CRONACA MALATESTIANA DI GIBO. A TEMA IL MARE

La tavola rotonda, indetta il 15 novembre scorso dal Rotary Rimini Riviera e dall’Associazione la Cosa Giusta sui problemi derivanti alla salute del mare dalle acque reflue dei depuratori, ha finalmente affrontato una tematica finora rimasta piuttosto in ombra. Il vuoto informativo è stato riempito, la scorsa settimana, da tre  esperti a livello nazionale: il prof. Corrado Piccinetti, Direttore del Laboratorio di Biologia Marina all’Università di Bologna, la Prof. Rossella Pistocchi, ricercatrice al Centro di Igiene Ambientale all’università di Bologna e l’Ing. Gastone Gamberini già docente di Igiene ambientale all’Università di Ancona. Di notevole spessore, tra i numerosi altri, l’intervento di Roberto Venturini, dottore Agronomo e storico collaboratore della Voce  con la rubrica “Uomini e Mare”.
Presente alla serata il Dott. Edolo Minarelli Direttore di Hera che anziché intervenire alla discussione prestandosi a un confronto, ha preferito contestare, unilateralmente e  in blocco le affermazioni degli illustri relatori attraverso interviste rilasciate successivamente  alla stampa locale. Con argomentazioni, tali, almeno così ci è parso, da non intaccare minimamente l’attendibilità scientifica di quanto esposto da veri esperti del settore, tutti docenti Universitari.
Abbiamo dunque appreso dal Prof. Piccinetti che durante l’estate, le acque scaricate dal depuratore sulla costa attraverso il deviatore del Marecchia, ammontano a  circa sette milioni e mezzo di metri cubi durante i tre mesi estivi  Queste acque-precisa il Professore- sono praticamente le uniche che arrivano al mare e proprio in maggior quantità  quando le condizioni meteo marine sono  più tranquille rispetto agli altri mesi.. Di conseguenza sui nostri calmi bassi e caldi fondali, si forma e si consolida giorno per giorno  una lastra di acqua dolce nella quale prospera la microalga. Alga che, in seguito alla rottura dell’equilibrio ecologico tra l diverse specie di diatomee,  spesso esplode in fioriture rosse e gialle,  mentre al di sotto la vita si spegne per carenza d’ossigeno.
La  Prof. Pistocchi  ha rilevato, dal canto suo,  che da alcuni anni ha fatto ingresso anche in Italia un’insidiosa alga tropicale, la Ostreoptis Ovata, che prediligendo i tratti costieri dai bassi fondali, provoca spiacevoli anche se non gravi inconvenienti alle vie  respiratorie dei bagnanti con  conseguente  divieto non solo di balneazione ma anche di permanenza sulla spiaggia. L’Ostreoptis ha colpito particolarmente, questa estate, il Passetto di Ancona, Trani, e alcune località della Sicilia. 
Ma non basta. Paradossalmente, affermano gli esperti- è  proprio l’acqua del depuratore a tenere in vita i coliformi fecali che le fogne scaricano in mare dopo i temporali.  Coliformi  che invece la naturale salinità marina distruggerebbe in breve tempo. E, naturalmente,dal canto suo,  ciò che viene scaricato in mare dalle fogne quando il depuratore va in tilt dopo i citati eventi metereologici, contribuisce ad aumentare i nutrienti (nitrati e fosfati) favorendo una maggior proliferazione algale sulla “lastra” di acqua depurata.
Al termine della riunione è stato facile trarre le conclusioni. Dovrà essere adottato, al più presto, un  sistema idoneo a  miscelare le due acque, come quello descritto  da Gastone Gamberini con cui la destratificazione  viene ottenuta convogliando i reflui nel  Parco Marecchia e scaricandoli alla velocità di un metro cubo al secondo nel Porto Canale, dopo un processo di fitodepurazione.  Il  progetto, dovuto agli studi dei docenti Universitari felsinei Mancini e Bragadin ,  è stato approvato cinque anni fa  dal Comune e, nonostante le proteste degli ecologisti e le interrogazioni consiliari (rimaste oltretutto senza risposta) si trova ancora “in sonno”. Si spera nel nuovo Consiglio. Oppure l’acqua depurata, anziché fertilizzare il mare,dovrà, almeno in parte, e soltanto nei mesi estivi, essere dirottata nei campi. Soluzione questa, ha dichiarato Roberto Venturini, realizzabilissima, e adottata un po’ dappertutto, anche a livelli altissimi come in California e in Israele, poiché  i reflui depurati- ed eventualmente sottoposti ad un ulteriore trattamento di fitodepurazione-  si adattano a quasi tutte le culture. Soluzione infine non particolarmente costosa in quanto occorre sempre valutare i costi in rapporto ai benefici, non solo agricoli, soprattutto durante i frequenti periodi di siccità, ma anche turistici in virtù di un mare ritornato finalmente azzurro, trasparente e vitale. Nel nostro caso, poi, i reflui  si trovano già “a livello” e quindi potrebbero essere facilmente dirottati nella rete dei canali già esistenti a servizio  dei coltivatori.
Il Rotary Rimini Riviera e l’Associazione La Cosa Giusta riprenderanno ben presto lo specifico tema della  fertirrigazione.

stampa la notizia in pdf