Abitare Rimini 2014 - Rotary Rimini Riviera

La terza edizione del concorso Abitare Rimini, promosso dal Rotary Club Rimini Riviera con il patrocinio del Comune di Rimini e dell’Ordine degli Ingegneri e quello degli Architetti, ha avuto per titolo Ri-Scoprire Rimini.

La partecipazione è stata riservata a professionisti con meno di 35 anni e il concorso di idee ha inteso focalizzare l’attenzione sul tema riguardante la riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale e folcloristico della città di Rimini. L’area di intervento era l’intero territorio comunale e riguardava la creazione di elementi di arredo urbano utili a segnalare ed informare sui luoghi di interesse della città, nonché creare percorsi tematici, portare all’attenzione eventuali realtà da riscoprire e valorizzare.

 

Una decina i progetti presentati attraverso una modalità appositamente progettata, ossia la consegna degli elaborati direttamente sul sito del Club garantendo l’anonimato delle proposte alla giuria. Nei primi mesi del 2014 sarà individuato il vincitore, al quale andrà un premio in denaro di 4000 euro.

Come da tradizione, dopo i concorsi del passato riguardanti la pedonalizzazione del Ponte di Tiberio o lo studio di interventi urbanistici nell’area della stazione ferroviaria, anche in questo caso tutti gli elaborati saranno consegnati al Comune di Rimini quale contributo del Rotary al miglioramento della città.

Qui di seguito le proposte presentate

 


 “La figura come elemento del ricordo storico” 

Lo studio della storia della città di Rimini ha influito notevolmente nella progettazione degli elementi di arredo urbano proposti in quanto, molte energie sono state riposte nel dare un senso aggiunto rispetto alla mera comunicazione testuale. Si è cercato di superare la  logica dell' "insegna che si inserisce armoniosamente nel contesto"  per aprire anche al concetto di specializzazione dell'insegna rispetto al monumento su cui insiste. La molteplicità delle diverse situazioni che si presentano lungo i percorsi tematici, ha comportato la scelta di una soluzione flessibile che riesce a inserirsi esteticamente e funzionalmente nel luogo. In alcuni casi (vedasi l'anfiteatro romano) si è  pensato di evolvere la segnaletica fino a farla diventare una seduta, connubiando così funzionalità ed estetica. I colori usati sono: il rosso pompeiano per l'epoca romana, il rosa mattone per l'epoca medievale e il grigio antracite per il percorso moderno. L'utilizzo di colori consoni all'era trattata, e comunque mai troppo accesi, permette di applicare il colore a tutta l'insegna e successivamente l'accostamento di essa ai monumenti risulta armonioso e rende immediatamente riconoscibile l'appartenenza del segnale al percorso tematico. Nel progetto delle insegne verranno inseriti dei QRcode che attraverso l’utilizzo di una fotocamera di uno smatphone o tablet, indirizzeranno l’utente ad approfondire la storia del monumento su un sito internet dedicato. La forte personalità del progetto permette un' immediata riconoscibilità dell'insegna e lo rende applicabile su svariati monumenti e luoghi di interesse, la forma e i colori lo rendono contemporaneo ed accattivante e la chiarezza comunicativa e la multimedialità lo rendono funzionale e di facile comprensione.
 
arch. Luca Dionigi 
arch. Davide Lucrezio
 

 

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“QRC - Quale Rimini Cerco”

"è frequentata da varie nationi, per esser luogo di passaggio più d'ogni altro forse dell'Italia"
Cesare Clementini, 1617
 
Il tema del concorso “Ri-scoprire Rimini” promosso dal  Rotary Club Rimini Riviera per l’anno 2012/2013, pone il progettista di fronte non solo al tentativo di pensare un arredo urbano che dia informazioni sulla città, ma anche di farne uno specchio di Rimini e di chi vuole ri-scoprire la città. La frase di Cesare Clementini, pur risalendo al 17° secolo è illuminante, perché non racconta solo di una Rimini che è stata, ma di una Rimini che è e sarà certamente anche in futuro. La sua posizione centrale all’interno della penisola italiana rende Rimini luogo di incontro e di frequentazioni per “varie nationi” anche oggi, grazie ad una città che risponde alle esigenze di molti.
Cosa significa allora “ri-scoprire Rimini”? Quale Rimini raccontare e per chi? Queste domande sono stato il fondamento del progetto QRC. Il QRC non è solo un arredo con informazioni preconfezionate per un’utenza generale, ma è la risposta particolare alla domanda specifica che ogni suo utente ha. Il nome QRC risponde a questo obiettivo: Quale Rimini Cerco. L’acronimo pensato è un’affermazione, la risposta alla domanda che i suoi utenti si pongono.
Dalla consapevolezza della Rimini di Clementini, la scoperta e la ri-scoperta di una città avvengono attraverso la conoscenza delle sue molteplici sfaccettature. Il QRC ha l’obiettivo di essere un punto di riferimento, una lanterna per il viaggiatore che vuole conoscere Rimini. Attraverso la creazione di un elemento ben distinguibile ed individuabile si ha l’immediata consapevolezza di trovarsi in un luogo di interesse per la città. Nasce così il QRC nelle due sue componenti: una fisica l’altra virtuale. Nei prossimi paragrafi verranno mostrate le modalità di composizione del QRC, le funzionalità e le caratteritiche.
 
Arch. Alessandro Pracucci

 

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“Rimini Landscape Tour” 

Obiettivo del progetto è quello di creare un elemento di arredo urbano innovativo, ma anche funzionale, che sia utile per segnalare luoghi, monumenti, edifici importanti presenti all’interno del territorio comunale riminese e darne quante più informazioni possibili, permettendone la scoperta da parte di coloro che non li conoscono e una ri-scoperta per chi invece li ha solo dimenticati.
Si è deciso di dividere l’intero territorio comunale in 4 percorsi tematici principali, ognuno comprendente luoghi importanti. Degli elementi di arredo urbano omogenei, ma differenti a seconda del percorso tematico in cui si trovano, andranno ad identificare questi luoghi. Si è pensato che la migliore soluzione fosse quella di inserire degli elementi che potessero distaccarsi dall’esistente, sia per la scelta dei materiali che delle forme e dei colori, senza però modificarlo o intaccarlo anche dal punto di vista visivo, lasciando che quindi il luogo/monumento rimanga sempre il soggetto principale. In qualsiasi luogo importante ci si trovi si avrà di fronte un elemento in vetro da poter osservare e toccare. Su di esso è riprodotta, secondo lo stesso punto di vista prospettico di chi si trova di fronte al pannello, l’immagine del monumento, la piazza, l’architettura che il visitatore si trova davanti a sé. Grazie alla trasparenza del vetro si potrà vedere l’edificio reale al di là del pannello e allo stesso tempo acquisire da quest’ultimo tutte le informazioni desiderate.
All’interno del basamento una stringa di luci a led, a colori variabili, renderà visibile il pannello anche nelle ore notturne. In questo modo manterrà  la sua leggerezza, ma sarà evidente come durante il giorno. Completano l’arredo delle sedute a forma cubica, in vetroresina, bianche e colorate, per permettere a chi vuole godere più a lungo della visione del luogo/monumento attraverso i pannelli, di farlo in tutta comodità.
Il pannello così come è stato pensato svolge una duplice funzione: quella di elemento di arredo urbano fisico, ma anche virtuale.In questo caso basteràun cellulare smartphone. Su ogni pannello è stato inserito il logo dell’applicazione da scaricare e  un codice QR. In questo modo il cellulare si trasforma in un altro pannello che conterrà quelle informazioni più dettagliate e che verranno aggiornate e modificate dagli utenti.
 
Arch. Nicola Mordini
Arch. Valentina Rossi