CONCORSO ABITARE RIMINI 2009

 
Il Rotary Club Rimini Riviera, costituitosi nel 1980, in vista del suo trentennale ha istituito il Premio Abitare Rimini. Concorso per idee di spazi urbani. Questa prima edizione ha avuto per titolo Idee per i 2000 anni del ponte di Tiberio ed ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Rimini. E’ noto infatti che nel 2014 ricorreranno i duemila anni dall’inizio della costruzione del meraviglioso monumento che si vorrebbe, per quella data, liberato dal passaggio delle auto e consegnato, con un’adeguata valorizzazione, alla dimensione che merita.
Il concorso è stato dedicato ad un’area urbana compresa tra le seguenti vie: Ducale, Corso d’Augusto, D’Azeglio, Circonvallazione Occidentale, Campana, Corbari, Del Volontario, lungo deviatore Ausa, attraversamento deviatore Marecchia, Tonale (a partire da via Albertini), 23 settembre, Matteotti, Bastioni Settentrionali, Dei Cavalieri, Piazza Ducale, Ducale.
Il concorso, patrocinato anche dall’Ordine degli Architetti e dall’Ordine degli Ingegneri di Rimini ha richiesto proposte ed idee per conservare e valorizzare il ponte di Tiberio, eliminare il traffico veicolare sul ponte di Tiberio, individuare percorsi per il traffico veicolare nelle direzioni Bologna-Ancona e mare-monte.
Il concorso è stato aperto ad Architetti e Ingegneri della Provincia di Rimini che alla data di pubblicazione del bando (20 aprile 2009) non avessero superato i 35 anni. Potevano partecipare sia singoli che gruppi di professionisti. Alla segreteria del concorso sono pervenute nove domande ed ai partecipanti sono stati forniti materiali quali norme, tavole, schede del Prg, foto aeree e quanto utile a proporre idee in linea con la normativa vigente.
Ai partecipanti è stato richiesto di proporre due tavole (planimetrie, piante, sezioni, dettagli costruttivi) ed una relazione sul progetto presentato.
La Commissione che ha giudicato le proposte era formata da: Presidente Rag. Giuliano Ioni, Segretario Concorso Dott. Maurizio Temeroli, Avv. Roberto Ferrari, Dott. Stefano Libertà, Arch. Silvio Pulcinelli, Dott. Massimo Rastelli, Ing. Rolando Renzi (rappresentante Ordine Ingegneri Rimini), Ing. Paolo Sammarini, Arch. Marco Tisselli (rappresentante Ordine Architetti Rimini). Membri supplenti: Avv. Giuseppe Costanzo, Ing. Marco Moretti, Ing. Bruno Tani.

Ing. Fabbri Anna Maria e Arch. Muzzati Claudia
“Il ponte sotterraneo”
 
 
L’idea progettuale si sviluppa con il completo interramento della nuova grande viabilità veloce, attraverso un tracciato funzionalmente forte, ma visivamente ad impatto ambientale zero.
Il tunnel, che ripercorre il disegno del Benevolo nel PRG del ’94, scende ipogeo in prossimità di Piazza Malatesta parallelo al Ponte di Tiberio e risale dolcemente nel cuore del borgo San Giuliano.
Il segno architettonico è rappresentato da una collina verde che abbraccia il tunnel i cui accessi  sono evidenziati e protetti da 5 grandi arcate in acciaio corten, che richiamano i 5 archi in pietra del Ponte con il quale entrano in contrasto stilistico. Le arcate sono precedute da piccoli “tranci di arco”, tra loro collegati da tavole in legno teck, protezioni acustiche e visive flessibili, tanto da consentire sedute e coperture frangisole lungo il percorso pedonale. L’acciaio corten crea elementi resistenti nel tempo con una valenza estetica particolare e una colorazione che si sposa con i colori della natura riprendendo nelle sue sfumature la tonalità dei mattoni della Rocca.
La discesa del tunnel è valorizzata dall’utilizzo di verde verticale e i suoi imbocchi rimangono relativamente lontani dal Ponte con cui non entrano in relazione diretta.
Il verde preesistente viene attrezzato, arricchito di sedute e di dislivelli segnati sul terreno che ricreano un anfiteatro da cui godere del paesaggio. Sull’acqua sono previste passerelle in legno, la principale parte dalla ciclabile del parco Marecchia, passa sotto al ponte collegandosi con la pedonale che costeggia il canale ed arriva in prossimità del mare. Sotto il verde attrezzato, all’imbocco del Ponte, è previsto un parcheggio interrato il cui accesso carrabile avviene dal tunnel. Collegamenti verticali pedonali assicurano la risalita in superficie in un’area verde di vicina pertinenza al centro storico.
Il pedone diviene il vero fruitore del Ponte di Tiberio, ne può apprezzare la maestosità, la storicità e l’imponenza senza

Architetto Silvia Nicoletti
“Vivere il Parco”
 
 
Il progetto prevede la valorizzazione del Ponte Tiberio, tramite la “rivitalizzazione” del Parco Marecchia ed il congiungimento di esso al mare, mediante la realizzazione di nuovi percorsi pedonali e di nuovi poli attrattivi. Propone la pedonalizzazione del ponte Tiberio, dell’adiacente tratto di Borgo San Giuliano e la realizzazione di una strada a doppio senso di marcia, interrata in prossimità del parco Marecchia, che ritorna in superficie vicino al parcheggio del Borgo immettendosi in viale Tiberio. I viali Tiberio e Matteotti diventano a doppio senso di marcia congiunti da una rotatoria. In tal modo, il ponte sarà completamente pedonalizzato e si ridurrà notevolmente il traffico sulle vie Bastioni Settentrionali e Roma. All’interno del Parco si prevede la realizzazione di una passerella pedo-ciclabile in legno che passerà sotto il ponte, congiungendo il parco e il mare ed aprirà suggestive e nuove visuali; la zona del molo è stata rivitalizzata tramite un sistema di sedute, aiuole e lampioni, e tramite il collegamento tra le due sponde; in questo modo si garantisce la completa continuità tra parco, molo, mare, centro storico e Borgo. Nell’ambito dei vari percorsi all’interno del parco, si trovano aree e spazi da riservare ai bambini, a fioriere, ad un’arena estiva e alla zona archeologica che sarà recintata. Al margine nord-ovest del Parco si prevede la realizzazione di una piscina comunale all’aperto con ingresso in via Laurana e di un edificio con relativi servizi; la piscina sarà delimitata esternamente da una struttura leggera in acciaio corten e da una serie di pannelli scorrevoli che delimiteranno lo spazio e creeranno suggestivi giochi di luce; in inverno potrà essere ricoperta con una struttura gonfiabile. Nella zona del parco prospiciente l’invaso, sorgerà una piattaforma lignea leggermente sopraelevata rispetto al livello dell’acqua e connessa ai vari percorsi. Nel dislivello tra il ponte Tiberio e il parco, in prossimità di via Circonvallazione Occidentale, sono stati ricavati un caffè con sala musicale e una sala polifunzionale. Questi edifici avranno un impatto ambientale minimo in quanto, sfruttando le pendenze naturali del terreno, si raccorderanno con la pedana in legno prospiciente l’invaso ed andranno a costituire una sorta di collina panoramica affacciata sul Ponte.

Arch. Laura Antolini contributi di arch. Marco Toni, arch. Andrea Trevisan
“Connessioni alternative. Nuovi spazi urbani per i 2000 anni del ponte di Tiberio”
 
 
 
Rimini, città da sempre al centro di trasformazioni e innovazione, è la protagonista di una proposta che, prendendo come spunto la soluzione del problema della viabilità, ha la finalità di valorizzarne gli spazi urbani tramite un progetto globale dello spazio pubblico che abbia carattere contemporaneo e che s’inserisca armonicamente nel contesto. La soluzione al problema traffico non è il simbolo della trasformazione urbana, ma la condizione al contorno per la realizzazione di una città diversa.
Al problema viabilità si risponde con la realizzazione di una nuova strada a doppio senso di marcia che collega via Circonvallazione Occidentale con viale Tiberio, passando a monte del ponte, integrata nel progetto di valorizzazione del parco, del borgo San Giuliano e del Corso d’Augusto, attraverso la creazione di una nuova polarità, una piazza e teatro all’ombra del ponte di Tiberio, aperta a tutti coloro che vivono la città ogni giorno.
La fattibilità e la realizzabilità sono due elementi chiave del progetto, che è concreto ed attuabile in tempi brevi – anche per la relativa economicità delle scelte progettuali.
Il Ponte diventa il vero elemento generatore di uno spazio pubblico vivo e da vivere caratterizzato da ampie zone pedonali di grande attrattiva in diretta relazione con il teatro-piazza sull’acqua, elemento di connessione tra due sponde e spazio di relazione urbana; la forma circolare dell’acqua si irradia nel disegno di percorsi e vegetazione, come cerchi concentrici evidenziando la polarità del ponte.
Il teatro all’aperto, liberamente ispirato al teatro romano, riqualifica l’invaso d’acqua e il Ponte di Tiberio funge da scena per la platea che è disposta su livelli diversi che degradano verso l’acqua. La “cavea” è realizzata da pontili con pavimentazione in legno, mentre il palcoscenico è una piattaforma galleggiante connessa alla terraferma mediante una passerella; pulsante polo attrattivo, si adatta a molteplici funzioni: concerti, rappresentazioni teatrali, lezioni magistrali, didattica, piazza e spazio di transito.
 

Arch. Luca Vernocchi
“Una bretella viaria sotto il Parco Marecchia e la rinascita del lungofiume”
 
 
Con l’obiettivo di liberare il Ponte Tiberio dal traffico veicolare, si prevede una variante o bretella che taglia il parco Marecchia in prossimità dell’inizio del porto canale (la variante si avvale delle aree libere per la sua realizzazione grazie alla pianificazione tramite il prg).
Il progetto risolve tale problematica interrando parzialmente la strada: il tragitto corre sotto la superficie a verde del parco creando un rialzamento del terreno davanti al ponte di Tiberio.
L’illuminazione e la ventilazione sono affidate a fori ellittici in corrispondenza della strada, mentre gli spazi “di risulta”, creati tra la strada e il parco sovrastante, vengono riservati ad un ampio parcheggio che amplia l’esistente sul lato San Giuliano. Il ricongiungimento del parco al lago crea anche una sorta di anfiteatro naturale sull’acqua.
 
La pedonalizzazione del Ponte Tiberio reintegra l’importante opera architettonica nel corso d’Augusto e agisce sulla linea di confine tra il borgo e il centro storico per unirli ed attivarli.
 
Il progetto promuove la rinascita del lungofiume in quanto in questo luogo si concentrano e si fondano il carattere marittimo con l’anima storica di Rimini. Inoltre, trovandosi nella linea di cerniera, può canalizzare le persone dal centro storico e dal Borgo per iniziare un percorso pedonale che porta al mare.
Viene quindi proposta la riqualificazione delle banchine attraverso interventi dal minor impatto possibile, come l’apertura degli archi delle murature in laterizio degli argini del canale, in cui vengono ospitate attività commerciali, con la finalità di creare un luogo da vivere in cui sostare per un aperitivo, scorrere i negozi, fermarsi a cena.
 
Il progetto vuole promuovere una rinascita dell’area e restituire questo luogo alla vita sociale della città, attraverso interventi rispettosi della storia e del suo carattere, partendo dalla risoluzione un nodo strutturale con la variante al ponte di Tiberio.

5. Arch. Gianluca Gemmani
“La nuova via Tonale e il Centro culturale”
 
 
La conservazione e valorizzazione del ponte di Tiberio passa attraverso proposte di riorganizzazione delle infrastrutture e dei servizi della zona, a cominciare da un percorso ciclo-pedonale lungo la sponda del canale, di raccordo tra il Parco Marecchia e la zona mare/zona portuale, che congiunga l’Alta Valmarecchia con la costa. Si procede con la creazione di un bacino d’acqua artificiale all’interno del parco stesso, attorno al quale saranno allestite aree per renderlo più fruibile (verde attrezzato, chioschi-bar). Sorgerà un centro culturale nella zona dell’attuale parcheggio adiacente al Ponte di Tiberio, dotato di aule universitarie, sale per lo studio e la lettura, di spazi espositivi e per spettacoli. Si è progettato pure un teatro all’aperto nella zona verde vicino al parcheggio di pertinenza al Ponte di Tiberio, rivolto in direzione dell’invaso del canale, realizzato in gradoni di pietra calcarea, seguendo l’andamento delle attuali curve di livello.
Sul fronte della nuova organizzazione del sistema viario della zona, viene proposta l’eliminazione del traffico veicolare sul ponte Tiberio e l’individuazione di percorsi alternativi al traffico veicolare nelle direzioni Bologna-Ancona e mare-monte. Il traffico sarà interdetto sul Ponte di Tiberio dal bivio fra le vie XXIII Settembre e Tiberio (viale con accesso a traffico limitato per i soli residenti), mentre il transito sul ponte sarà solo ciclo-pedonale.
Il punto di forza del nuovo sistema è l’apertura sulla SS16, all’altezza della rotatoria in asse con la Via Emilia, di Via Tonale, le cui dimensioni possono contenere flussi di traffico superiori a quelli che ora l’attraversano, creando un'ulteriore linea diretta in direzione monte-mare e viceversa. Via Tonale sarà allacciata alla Strada Statale SS16 all’altezza della nuova rotonda in corrispondenza della via Emilia, mentre la stessa via Tonale sarà prolungata per raccordarla con via Basento. E’ contemplata la realizzazione di un trasporto urbano leggero su rotaia, alimentato ad energia solare, e di terminalsdi pertinenza con relativo sistema di parcheggi interrati (uno nei pressi della Ss16 su 4 livelli da circa 1500 posti auto, ed un secondo della stessa tipologia da circa 500 posti in prossimità del centro storico).
Il traffico veicolare sarà eliminato pure lungo via Destra del Porto, dal ponte di Tiberio fino alla rotonda di connessione con via Matteotti (dove sarà autorizzato solo il transito su trasporto urbano leggero e ciclo-pedonale), e lungo via Bastioni Occidentali, tra la rotonda di Piazza Malatesta ed il ponte di Tiberio, rendendo l’accesso a “traffico limitato”.
 

Ing. Sara Imola
 “I luoghi della percezione”
 
 
L’obiettivo principale del progetto è la valorizzazione del Ponte Tiberio, raggiungibile agendo sul contesto in cui l'elemento architettonico si inserisce.
L’idea progettuale prevede l’ampliamento della ZTL, includendo la zona del centro storico compresa tra Via Circonvallazione Meridionale, Via Circonvallazione Occidentale, Viale Tiberio, Viale Matteotti, Via dei Mille, Via Roma e Via Bastioni Orientali e l’esclusione totale del traffico veicolare sul Ponte di Tiberio e lungo via Bastioni Settentrionali.
Il miglioramento dei collegamenti veicolari nella direzione Bologna-Ancona si propone con lo sfruttamento del percorso esistente lungo le vie XXIII Settembre, Matteotti e dei Mille, che si andrà ad unire a Via Roma. Si prevede una nuova viabilità che attraverserà il fiume Marecchia a valle rispetto al ponte della SS16, o utilizzando i tracciati esistenti adattati al nuovo carico veicolare o sviluppando un nuovo tracciato in un varco esistente all’interno dell’urbanizzato. In direzione mare-monte saranno adeguati i tracciati esistenti. Saranno aperte nuove strade secondarie per collegare le vie che attualmente sono “senza uscita” al limite del Parco XXV Aprile, riorganizzandone i sensi di marcia.
Il progetto prevede lo sviluppo di un sistema di “mobilità dolce” predisponendo parcheggi scambiatori fuori dal centro della città, con servizio di navette gratuito per il centro ed altre zone urbane e postazioni di bikesharing; si realizzeranno, inoltre, nuovi percorsi ciclo-pedonali, connessi agli esistenti e a quelli in progettazione dall’Ente locale. All'interno del Parco XXV Aprile vengono creati percorsi di attraversamento, il cui tracciato enfatizza il vecchio letto del fiume, percorsi di collegamento, che consentono una comunicazione diretta dei quartieri residenziali posti a nord e a sud del parco, ed un “percorso morbido”, linea attrezzata in terra battuta.
Il progetto ridefinisce i “margini” dell'area di verde urbano attraverso collinette artificiali piantumate e zone di transizione, utilizzabili come attrezzature di quartiere o come piccoli orti pubblici.
Vengono individuate piattaforme attrezzate poste in punti strategici del parco con funzioni di luogo di sosta, ristoro e informazione, area sportiva ed entrata del parco. La piattaforma ad est, dove si prevede la costruzione di un bar-ristorante e la disposizione di grossi blocchi in cemento utilizzabili a fini espositivi o come grandi panchine, diventa il punto di osservazione privilegiato del ponte e dalla stessa è possibile accedere alla quota dell’acqua attraverso una gradinata vegetata.
Il progetto propone la creazione di una nuova piazza al posto di edifici fatiscenti posti sul lungo fiume. La pavimentazione individua tipologie di spazio differenti: un ambito più domestico, un'area della contemplazione, uno spazio dove potranno essere collocate strutture temporanee e arredi per lo svolgimento di manifestazioni di varia natura ed un ambito per l'attesa e l'incontro dei viandanti.
La scelta della vegetazione privilegia l'introduzione di specie autoctone, con lo scopo di strutturare gli spazi enfatizzando linee ed elementi importanti di progetto e di assolvere alle funzioni di ombreggiamento e mitigazione.

7. Arch. Luca Foschi
“Attivare Spazi Urbani”
 
 
Il progetto è strutturato su due livelli di riqualificazione: un livello superiore, inerente la totale pedonalizzazione del ponte, realizzando una porta di accesso pedonale tra il borgo e la città storica; un livello inferiore che valorizza il rapporto tra il bacino d’acqua ed il parco, per creare spazi di relazione e incontro, che favoriscano la percezione del ponte di Tiberio.
Gli interventi previsti per il livello superiore sono: il completamento dell’anello di distribuzione della viabilità, prolungando l’attuale via Caduti di Marzabotto fino all’immissione su via Tonale, realizzando un nuovo ponte sul parco, per poi sfociare tramite una rotonda di nuova progettazione in via XXIII Settembre; la realizzazione del collegamento, nei due sensi di marcia, tra il Borgo San Giuliano e via Circonvallazione tramite l’introduzione di un tunnel che attraversa nel sottosuolo il parco XXV Aprile. La modifica della viabilità in questo senso consente la totale pedonalizzazione del ponte di Tiberio, dei bastioni occidentali e settentrionali; infine, la realizzazione di un nuovo parcheggio su tre piani, di cui due interrati (nell’area già individuata dal PRG) che permette la sosta dei veicoli subito a ridosso dell’area pedonale.
Gli interventi appartenenti al livello inferiore mirano ad eliminare la separazione tra parco ed acqua, favorendo una graduale compenetrazione dei due elementi. La forma radiale della piazza, la cui quinta scenica è dominata dal ponte di Tiberio, è generata dalle direttrici prospettiche di un ipotetico fruitore che dal ponte ammira il parco. Qui trovano ubicazione spazi di relazione e svago come bar, chioschi, un porticciolo turistico ed una cavea. Vi si accede dal ponte e dal borgo San Giuliano tramite un piano verde inclinato, sotto il quale trovano collocazione le strutture ricettive parzialmente interrate.
L’intera area, pensata come il pontile di una barca, sarà pavimentata in doghe di legno e rialzata di un metro rispetto al livello dell’acqua. I punti di attracco consentono alle imbarcazioni turistiche provenienti dal porto canale di attivare il collegamento tra l’ambiente marino e quello storico (ciò sarebbe possibile mediante l’innalzamento del ponte su via Coletti). Le direttrici radiali che generano la piazza diventano pure percorsi nel parco, fondendosi con attraversamenti trasversali. L’individuazione dei nuovi tracciati genera delle nuove porte d’accesso al parco.
 

Progettisti :Arch. Claudio Masini, Ing. Alessandro Franca (PROGETTO VINCITORE)
Collaboratori: Arch. Roberta Pari
“La quarta piazza per Augusto”
 
 
 
Crediamo che nell’affrontare un tema di architettura sia opportuno dover operare in un modus operandi che tenga in considerazione un principio: l’intervento rimarrà al nostro passaggio e condizionerà il futuro di chi fruirà il territorio da noi antropizzato. Per questo motivo riteniamo che un buon progetto non possa che basarsi su un'analisi che tenga in considerazione tutti gli aspetti socio-economici a partire dall'identità storica della comunità in cui si opera.
In questo senso il nostro progetto nasce in seguito alla constatazione di un tessuto urbano sfilacciato e poco definito e nel cercare di ridefinire i margini della città consolidata posta ai limiti del Parco XXV Aprile. Il progetto mira da un lato ad individuare percorsi alternativi alla viabilità carrabile esistente, individuando le strade in grado di decongestionare il traffico lungo le aree abitate, dall'altro a costruire luoghi capaci di innescare relazioni sociali tra gli abitanti e luoghi per abitare, seguendo i principi di ecologia e sostenibilità, oggi indispensabili nell’ottica di un paese civile.
Pertanto, secondo questa filosofia, si propone la riqualificazione del ponte di Tiberio attraverso la rivalutazione del suo intorno con la realizzazione della "Quarta piazza". I contorni e gli spazi urbani del borgo storico S. Giuliano vengono ridefiniti, la nuova piazza funge da continuum spaziale con il corso di Augusto contribuendo a riconnettere un tessuto urbano, oggi diviso, grazie al prolungamento pedonale del centro storico. Parallelamente, nel parco XXV Aprile, vero polmone verde posto nel cuore della città, il progetto propone un filtro costruito lungo il quale vengono individuate tre macro zone di interesse strategico sulle quali destinare nuove funzioni sostenibili a servizio della comunità come residenze per anziani, una biblioteca civica, aree a parcheggio, percorsi viari e luoghi di incontro. Inoltre vengono individuati gli edifici esistenti sui quali viene proposto un recupero strategico attraverso il cambio di destinazione d'uso al fine di trasformarli in edifici capaci di rispondere alle nuove esigenze della città (Ex macello in Via D. Campana).
Si propone infine l’attraversamento del fiume Marecchia con un ponte carrabile, una nuova viabilità dei quartieri posti ai margini del parco valorizzandone così gli accessi e la ricucitura della circolazione esistente, come il prolungamento di via A. Moro lungo il deviatore Ausa.

Ing. Barbara Semprini Cesari - Arch. Matteo Zamagni
 “Verde in rete”
 
 
Alla scala territoriale, il progetto individua tre obiettivi relativi al sistema della mobilità carrabile:
-          La creazione di una bretella trasversale d’accesso, in direzione monte/mare, attraverso il potenziamento della viabilità esistente, alla destra e alla sinistra idraulica del deviatore del Marecchia. La bretella intercetterà l’innesto fra la SS16 e la SS9.
-          Il completamento del corridoio di mobilità longitudinale, che assorbirà i flussi di traffico secondo la direttrice della via Flaminia. In prossimità della stazione ferroviaria tale corridoio potrà essere interrato.
-          La definizione di due nuovi attraversamenti del Porto Canale: un ponte pedonale mobile in grado di collegare Marina Centro all’area della Darsena e uno carrabile adiacente al ponte ferroviario, per alleggerire il traffico sul ponte della Resistenza. Il Ponte di Tiberio potrà essere in tal modo pedonalizzato.
Il progetto mira ad incentivare l’uso dei mezzi alternativi all’auto, ipotizzando il tracciato di un sistema di trasporto collettivo su sede propria e una rete ciclo-pedonale, priva di discontinuità e servita da numerosi punti di interscambio.
La ridefinizione degli accessi e del sistema della mobilità consente l’estensione di Z.T.L. al centro storico e al Borgo San Giuliano. Le banchine lungo il porto canale verranno riqualificate creando una promenade continua dal Ponte fino a Marina Centro, maggiormente collegata con i percorsi soprastanti.
A nord e a sud del parco, si ridefiniscono ex novo due ambiti attraverso funzioni miste e la densificazione del tessuto urbano. Il bacino a monte del ponte si converte in una piattaforma permanente per eventi pubblici, spettacoli o concerti.
Il Parco XXV Aprile diventa il “baricentro paesaggistico” del progetto; gli accessi trasversali al parco si convertono in veri e propri percorsi verdi, definiti da filari di pioppi cipressini e parterre di vegetazione arbustiva. I margini del parco vengono rimodulati attraverso un buffer di orti, giardini, vivai, piccoli spazi pubblici, modulando la transizione fra la scala urbana e lo spazio aperto. La vegetazione interna al parco viene integrata da nuove masse collocate allo scopo di dirigere le visuali verso il Ponte di Tiberio e il centro storico, mentre il carattere fluviale del parco viene sottolineato da prati rustici, caratterizzati da fioriture e linee di sfalcio che determinano una rete informale di percorsi.